Charles Baudelaire ritorna a scrivere sull’arte!

We rise by lifting others.
Robert Ingersoll

La perseveranza, la condivisione, la collaborazione e la comunicazione devono sempre essere alla base di ogni attività artistica.
Carl William Brown

L’arte non ha alcuna utilità se non quella di distruggere, creare, trasformare, elaborare la nostra stupida realtà e darle dei significati, un senso, anche dove questo senso non c’è, non c’è mai stato e mai ci sarà.
Carl William Brown

Ultimamente ho trovato estremamente geniale e creativo un pezzo di critica riscritto da Andros, a quattro mani con Baudelaire, sulla sua scultura, e più in generale sulla sua vasta e incredibile produzione artistica. In quel momento, e anche da adesso in poi, il suo spirito ed il suo demone sono stati rievocati, e il mitico maledetto è tornato tra noi, per illuminarci, e al tempo stesso per promuovere la sua opera, attraverso quella di Andros, perche’ l’arte e la letteratura si nutrono di sé stesse. Magari un racconto del nostro eclettico  e moderno autore sarà anche più divertente e geniale di questo pezzo, ma in questo testo secondo me ci sono dei significati che vanno molto al di là della narrativa, seppur incredibilmente fantasiosa e ben strutturata qual è appunto quella di Andros, e poi qui c’è lo spirito di Baudelaire, e con esso la sua vita, la sua storia, i suoi scritti, il suo genio, certamente sta poi al lettore andare a ricercarli e fare le dovute riflessioni.
Carl William Brown

Charles Baudelaire, da “(Ri)scritti sull’arte”

“La prova lampante dello stato pietoso della scultura, che è comunque arte primitiva, isolata e complementare, è l’esempio disastroso delle opere, se così si possono chiamare degli oggetti insensati, di Andros. Da quando è divenuta un’arte da salotto e da camera da letto, alla scultura si dedica anche chi non dovrebbe, e così persino Andros, le cui sculture però – sculture dipinte, si noti bene – sono talmente brutte e stravaganti da non poter certo sperare di finire in un salotto né in una camera da letto. Certo, per fortuna non tende al piacevole e non arriva agli abissi delle scimmie del sentimento, pessimi artisti intenti a impastare poesia e facili romanticismi. Si serve però del detestabile chic, che nella sua epoca è diventato kitsch, ed esagera con il dolente, il malinconico e il lugubre; inutili e insopportabili piagnistei recriminatori e moralistici. Il suo lavoro manca dell’immaginazione necessaria alle grandi composizioni, della fantasia delle forme, ma non è accademico; il suo primo difetto è una certa ingenuità, una sincerità fuor di misura nel lavoro, che dà alla sua opera un’apparenza di sciocchezza: è un esempio clamoroso della stupidità dell’arte del suo tempo. Pur sapendo che la pittura è più bella della scultura, la quale è un’arte di ragionamento profondo, il cui godimento richiede per sé un’iniziazione particolare, vi si è dedicato poco e male, come del resto ad altre arti ancora. È questo infatti il suo più grande demerito: l’eclettismo, essere un cultore del dubbio. Il dubbio, causa prima di tutte le affezioni morbose nel mondo, e le cui devastazioni sono più grandi che mai. Il dubbio che ha generato l’eclettismo. Ma proprio l’imparzialità dimostra l’impotenza degli eclettici, gli uomini che con tanta larghezza si concedono alla riflessione, non sono esseri completi: manca loro una passione. Andros non ha pensato che l’attenzione umana è tanto più intensa quanto più si restringe e circoscrive da se stessa il proprio campo di osservazione. Un abbraccio troppo ampio non stringe nulla. Per quanto possa essere abile, un eclettico è un uomo debole; poiché egli è senza amore. Non ha quindi un ideale né un’intenzione risoluta. L’arte non è una protesta calcolata, fredda, come un codice o una retorica, ma è violenta e istintiva, come il vizio, la passione, il desiderio. Per questo un eclettico non è un uomo, e quindi, anche se è un paradosso linguistico, Andros non è un uomo. Il dubbio lo ha spinto a invocare l’ausilio delle altre arti, gli esperimenti di mezzi contraddittori, l’inserto di un’arte in un’altra, tutte queste miserie moderne costituiscono il difetto più grave di Andros. In definitiva, l’opera di un eclettico non lascia memoria, come non ne ha lasciato quella di Andros.”

Charles Baudelaire writes on Andros Art.  http://www.androsart.com/bios.html

Visita anche la mostra di Andros all’interno del Daimon Art Genius Club!

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About Carl William Brown

I'm Carl William Brown a holistic teacher, a webmaster, a trader, and a writer of aphorisms and essays. I have written more than 9,000 original quotations and at present I'm also working at my only novel, Fort Attack, which is also a wide and open blog project. At the moment I'm teaching English in a secondary school, but up to now I have done a lot of other things as well, both in business, educational, sport and social fields. Some years ago, in 1997 following the examples of the Rotary or the Lyons Clubs I founded the Daimon Club Organization to promote every sort of activities, creativity, art, literature, new technologies, informatics, business and marketing, public health and education and to meet new friends with these kind of interests.
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